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Ferrari 250 GTO #3589
Ferrari 250 GTO - 3589 gt

Modello

Ferrari 250 GTO #3589

Telaio

3589 GT

Anno Produzione

1962

Periodo di Restauro

2021 -> 2024

Squadra

Ferrari Classiche

Capo progetto e restauro meccanica

Brandoli

Restauro carrozzeria

Premi

2024 Pebble Beach Concours d’Elegance, M-2 Ferrari Late category 1st in Class

2026 Concorso d’Eleganza Villa d’Este, Best Restoration Award

la Storia

Il ruolo della Brandoli nella rinascita della Ferrari 250 GTO #3589 GT

Il restauro della Ferrari 250 GTO telaio #3589 GT ha rappresentato molto più di un intervento tecnico: è stato un percorso di recupero storico finalizzato a restituire alla vettura l’identità e le forme concepite dagli artigiani della Carrozzeria Scaglietti all’inizio degli anni Sessanta.

Per Brandoli, questo progetto assume un significato particolare. Proprio alla Scaglietti, infatti, Egidio Brandoli iniziò il proprio percorso professionale nel 1962, entrando in contatto diretto con le tecniche costruttive e la cultura artigianale che hanno contribuito a rendere leggendarie le Ferrari dell’epoca.

La sfida principale: preservare l'originale

Il cuore del progetto è stato il recupero della carrozzeria in alluminio originale del 1962, giunta in Brandoli in condizioni estremamente delicate dopo decenni di vicissitudini. L’obiettivo non era semplicemente restaurare una carrozzeria storica, ma conservare il maggior numero possibile di elementi autentici, rispettando la materia originale e la storia della vettura.

Accanto a questa attività, un passaggio fondamentale è stato il ricongiungimento della carrozzeria originale con il suo telaio autentico #3589 GT, ricostituendo un legame storico che nel tempo era stato interrotto.

Lo stato della vettura all'inizio del restauro

All’avvio dei lavori, la situazione si presentava particolarmente complessa: la carrozzeria originale era separata dal telaio e conservata su un carrello, mentre sul telaio #3589 GT era installata la carrozzeria realizzata durante la ricostruzione effettuata negli anni Novanta.

Questa condizione ha richiesto un’approfondita attività di studio, verifica e documentazione prima di poter definire il corretto approccio conservativo.

L’obiettivo del progetto era restituire alla Ferrari #3589 GT il design creato dagli artigiani dell’epoca in Scaglietti, la carrozzeria ufficiale di Ferrari dove Egidio Brandoli ha iniziato a lavorare proprio nel 1962.

Il vero punto caldo è stato il salvataggio della lamiera di alluminio originale del 1962, arrivata in Brandoli in condizioni delicatissime, e la ricongiunzione della carrozzeria con il suo telaio autentico.

Un lavoro multidisciplinare

La riuscita del progetto è stata possibile grazie alla convergenza di competenze specialistiche maturate in decenni di esperienza nel restauro Ferrari storico.

Tra le principali sfide affrontate:

  • La conservazione della lamiera originale, un intervento che ha richiesto conoscenze avanzate nella lavorazione dell’alluminio, sensibilità artigianale e una profonda vocazione al restauro conservativo.
  • L’integrazione di diverse discipline del restauro, dal lavoro di battilastra alla ricerca storica, dall’analisi costruttiva alla ricostruzione delle parti non recuperabili.
  • La capacità interpretativa, indispensabile per distinguere ciò che doveva essere preservato da ciò che era necessario ricostruire, mantenendo l’equilibrio tra autenticità storica e correttezza tecnica.

Ogni pannello, ogni curvatura e ogni dettaglio della carrozzeria sono stati analizzati e confrontati con la documentazione disponibile, con le tecniche costruttive originali della Scaglietti e con le caratteristiche specifiche della vettura nel suo stato del 1962.

Restituire autenticità, non semplicemente restaurare

Il contributo di Brandoli non si è limitato alla riparazione di una carrozzeria storica. Il progetto ha richiesto la capacità di interpretare il linguaggio costruttivo degli artigiani che realizzarono la vettura oltre sessant’anni fa, preservandone il più possibile la materia originale e restituendo coerenza storica all’insieme.

La rinascita della Ferrari 250 GTO #3589 GT rappresenta così un esempio concreto di restauro filologico, dove conoscenza storica, competenza artigianale e rispetto dell’originalità convergono per salvaguardare uno dei più importanti patrimoni dell’automobilismo mondiale.

Il riconoscimento a Pebble Beach e a Villa d’Este

Il risultato di questo complesso percorso di restauro è stato riconosciuto a livello internazionale quando la Ferrari 250 GTO #3589 GT ha ottenuto il premio “First in Class” nella categoria altamente competitiva M-2 Ferrari Late al prestigioso Pebble Beach Concours d’Elegance 2024.

Al Concorso di Villa d’Este 2026, la Ferrari 250 GTO #3589 ha ricevuto una menzione d’onore per il miglior restauro.

Due riconoscimenti che celebrano due fatti: l’importanza storica della vettura e la qualità del lavoro artigianale svolto per recuperarne l’autenticità.

Professionisti del restauro, specialisti sui modelli d’epoca italiani degli anni ’50, ’60, ’70.