La perfezione imperfetta delle auto d’epoca

Riflessione di Roberto Brandoli sulla tendenza nel restauro

Le esperienze come giudice in concorsi d’eleganza di auto d’epoca, mi arricchiscono inevitabilmente.

Incontro volentieri un pubblico che è appassionato, ma è anche profondo conoscitore della storia Ferrari e a questo pubblico mi rivolgo per aprire un confronto su un pensiero che maturo da tempo.

La mia breve riflessione riguarda “l’imperfetta perfezione” delle vetture d’epoca.

La premessa è che il dovere di noi artigiani sia di riportare una vettura alla sua originaria imperfezione.

Nel corso degli ultimi anni, alla Brandoli abbiamo notato che gli standard tecnologici consentono di proporre ai Clienti una forma esasperata della perfezione dei dettagli.

Restaurare significa restituire a un oggetto l’integrità originale, è vero. Ma a mio parere, l’orientamento dei professionisti del restauro va mantenuto nella direzione della valorizzazione dell’opera d’arte, nel il rispetto della sua originalità, e non verso il tuning.

La mia sensazione è che estremizzare la perfezione faccia perdere il fascino del Tempo

La soluzione credo stia nell’intrecciare abilmente il sapere con il saper fare e trovare un equilibrio magico.

La bellezza delle auto classiche non è forse entrare nell’abitacolo e sentire quel profumo autentico che ci riporta indietro nel tempo?

 

Roberto Brandoli